Con la chiusura del 2025 ormai prossima, i dati INAIL relativi ai primi nove mesi dell’anno offrono un quadro chiaro: gli infortuni totali calano appena, mentre i casi mortali non accennano a diminuire. Parallelamente, cresce in modo evidente il numero delle malattie professionali denunciate.
Un contesto che rende ancora più centrale l’arrivo del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, entrato in vigore lo scorso maggio, che ridefinisce in modo organico la formazione sulla salute e sicurezza.
I numeri 2025: meno infortuni totali, più casi gravi
Secondo i dati INAIL (gennaio–settembre 2025):
- 382.320 denunce di infortunio totali
(occasione di lavoro + itinere) –0,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. - Infortuni in itinere: +2,4%.
- Denunce di infortunio mortale: 777, +0,9% sul 2024.
- 570 in occasione di lavoro (+1,2%)
- 207 in itinere (stabili).
Un dato importante: l’incidenza degli infortuni rispetto agli occupati cala nel medio periodo (–14,1% rispetto al 2019), ma la riduzione non si traduce in un calo proporzionale dei casi mortali.
Malattie professionali e studenti: due fronti in crescita
Il 2025 conferma un trend ormai strutturale:
- 71.682 denunce di malattia professionale, +9,7% sul 2024.
Disturbi muscolo-scheletrici, sovraccarico biomeccanico e rischi psicosociali restano tra le principali cause.
Anche gli studenti – ora pienamente coperti dall’assicurazione INAIL – mostrano numeri significativi:
- 53.563 infortuni denunciati (+3,4%).
- 7 casi mortali (uno in più rispetto al 2024).
- Oltre 1.299 denunce riguardano attività di PCTO, in calo dell’11,1% ma comunque rilevanti.
Formazione: cosa cambia con l’Accordo Stato-Regioni 2025
Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 rappresenta la più ampia revisione degli ultimi anni. Ecco gli elementi chiave:
- Unificazione degli accordi del 2011–2012 in un testo unico.
- Durate e contenuti minimi definiti per tutte le figure: lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro, RSPP/ASPP.
- Verifica dell’apprendimento obbligatoria anche per gli aggiornamenti.
- E-learning regolamentato con requisiti più stringenti per garantire qualità e tracciabilità.
- Rafforzamento della formazione di preposti e datori di lavoro, figure decisive nella gestione quotidiana della sicurezza.
Il messaggio è chiaro: non basta svolgere le ore minime, la formazione deve essere efficace, coerente con i rischi reali e dimostrabile.
Dati e norme ci dicono la stessa cosa: serve più qualità
Mettendo insieme andamento infortunistico e novità normative, emergono tre priorità per le aziende:
1) Personalizzare il piano formativo
Collegare gli argomenti ai rischi reali: ergonomia, movimentazione, stress, sicurezza stradale, gestione di studenti o neoassunti.
2) Formare davvero preposti e management
La maggior parte degli incidenti gravi avviene per mancata vigilanza, scelte operative errate o procedure non rispettate.
3) Integrare formazione e addestramento
Nei lavori con attrezzature, in quota o in ambienti a rischio, la sola teoria non basta: serve addestramento documentato e verifiche pratiche.
La fotografia del 2025 non è fatta solo di numeri: è la conferma di una realtà che conosciamo bene.
Gli infortuni diminuiscono lentamente, i morti sul lavoro restano troppi, le malattie professionali crescono.
In questo scenario, la formazione, soprattutto oggi, alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni, è uno degli strumenti più concreti per cambiare il trend. Non come obbligo formale, ma come scelta strategica per ridurre rischi, migliorare comportamenti e costruire vera cultura della sicurezza.
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